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LA BRAMBILLA PER ANTONOMASIA

Posted in Neoquarantenni, Operai, Politica, Raccomandati, TV with tags , on dicembre 5, 2007 by android

Ma chi l’ha detto che i troppo forty sono tutti dei bamboccioni ? Tommaso Padoa Schioppa. Certo, non si può dargli torto, è facile fare i bamboccioni mantenuti da genitori che fanno una vita di sacrifici per fare andare i figli all’università, visto che loro non hanno potuto.

Altro paio di maniche è nascere figli di sciuri Brambilla e dover combattere sin dai primi vagiti per ereditare la fortuna di famiglia. Emblematico in tal senso è il caso di Michela, la brambilla per antonomasia, una delle poche neoquarantenni non bamboccione già ai vertici della politica nonostante l’età molto al di sotto della media dei politici italiani.

Michela Vittoria Brambilla (Calolziocorte, 26 ottobre 1967) è una imprenditrice e politica italiana, presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio. Erede di una famiglia di industriali dell’acciaio da quattro generazioni, laureata in filosofia all’Università Cattolica.
(Tratto da Wikipedia).

Povera Michela, non dev’essere stato facile il suo svezzamento durante l’assedio degli operai alle fabbriche di famiglia nel 1968. Forse proprio a questo si deve una certa durezza di carattere e un piglio autoritario, molto efficaci nei salotti televisivi all’alba del 2008.

E, forse, la sua chioma tinta color Pippi calzelunghe, in qualche modo ricalca quello degli stendardi drappeggianti nei cortei che lambivano la casa natale dei sciuri Brambilla. Ecco allora spiegato il nero dei tailleur, a controbilanciare cromaticamente suggestioni ideologiche, rafforzate da parafrenalia feticistica di gusto tipicamente conservatore.

Ma forse si tratta solo di impressioni sbagliate, in realtà Michela dietro una grottesca maschera neoaziendalista nasconde un animo più noglobal, tanto è vero che il suo serraglio domestico ricorda più una punkabbestia che una figlia di industriali.

Sempre che non si venga a scoprire che i punkabbestia sono in realtà figli di industriali.

LA FIGLIA(stra) DI PAPA’ SCONFIGGE LA FIGLIA DEL ’68

Posted in 1968, Neoquarantenni, Raccomandati, Studenti, TV with tags , , , , on novembre 30, 2007 by android

La sorte dei figli del sessantotto, i troppo forty, è quello di essere sistematicamente sopravanzati da raccomandati e figli di papà. Destino beffardo, dover rimpiangere quella meritocrazia che in Italia non c’è mai stata ma che dal 1968 in poi è diventata vera e propria perseguitata politica.

Manuela Villa, figliastra del reuccio Claudio ha battuto l’ex scoperta di Tinto brass, la procace Deborah Caprioglio, nella finale di quella che più che l’Isola dei Famosi sembrava l’Isola delle Formose.

Debora (senz’acca) è nata il 3 maggio 1968, il giorno che fu l’apice del maggio francese, quando venne sgombrata da De Gaulle la Sorbona di Parigi. Chi l’avrebbe detto che, quasi quarantanni dopo, la massima aspirazione di questo virgulto nato dalla contestazione sarebbe stato vincere l’Isola dei Famosi ? Forse, se avessero avuto la macchina del tempo, i contestatori avrebbero lasciato perdere la rivoluzione.

Ma pensate se avessero saputo che la società egualitaria e non meritocratica da loro sognata si sarebbe trasformata in una gigantesca isola dei famosi e dei figli dei famosi e dei parenti dei famosi e degli amici dei famosi e degli amici degli amici dei famosi, dove persino i reality show sono truccati per far vincere i figli di papà.

Ma chi ha detto che i rialiti sono finti e non sono lo specchio fedele della società?

Sono il vero neo-neo-realismo, altrochè.